Di Garen Ajderhanyan · · 8 min di lettura
In breve
Lo stato dei luoghi è l'unico documento che permette di confrontare l'alloggio all'arrivo e alla partenza dell'inquilino. Si redige in contraddittorio e per iscritto, nella stessa forma all'ingresso e all'uscita, con un contenuto minimo fissato dal decreto del 30 marzo 2016. L'inquilino può chiederne la correzione entro 10 giorni dall'ingresso, e durante il primo mese della stagione di riscaldamento per l'impianto di riscaldamento. All'uscita, ciò che il tempo ha consumato resta a carico del locatore: si trattiene solo il danno, e ogni euro trattenuto va giustificato con un preventivo, una fattura, una fotografia o un verbale. L'inquilino non paga mai lo stato dei luoghi in uscita redatto dall'agenzia del locatore. Quando il disaccordo persiste, la commissione dipartimentale di conciliazione delle Alpi Marittime lo esamina senza spese, e per una controversia fino a 5.000 € un tentativo amichevole è un passaggio obbligato prima del giudice.
Uno scritto in contraddittorio, e l'unica prova che regge
Lo stato dei luoghi si redige alla consegna delle chiavi, poi alla loro restituzione. La legge del 6 luglio 1989 lo vuole in contraddittorio: il locatore o il suo mandatario e l'inquilino, presenti insieme, in buone condizioni di luce. Una visita al calar del sole, in una sera di dicembre, produce un documento che nessuno potrà difendere.
Il decreto del 30 marzo 2016 ne fissa il contenuto minimo: la data, l'indirizzo, l'identità delle parti, le letture dei contatori individuali, le chiavi consegnate e, per ogni stanza, lo stato preciso di pavimenti, pareti, soffitti e dotazioni. Può essere integrato con osservazioni, riserve e immagini.
L'impaginazione ha il suo peso. Ingresso e uscita devono potersi leggere affiancati, su un documento a due colonne o su due documenti con la stessa impaginazione. Uno stato d'ingresso su modulo d'agenzia e uno stato d'uscita scritto su carta libera non si confrontano riga per riga. Eppure tutto l'esercizio poggia su quel confronto, e senza di esso ogni punto si discute.
Ciascuna parte riceve la propria copia alla firma, a mano o per via elettronica. Una fotografia datata di ogni stanza, allegata al documento, non sostituisce la descrizione scritta, ma la rende molto più difficile da contestare.
I dieci giorni dopo l'ingresso, e l'inverno che segue
Lo stato d'ingresso non è fissato una volta per tutte alla firma. L'inquilino può chiedere al locatore di integrarlo entro 10 giorni di calendario, per qualsiasi elemento dell'alloggio. Per il riscaldamento, la finestra si apre durante il primo mese della stagione di riscaldamento: un termosifone freddo si scopre a novembre, non entrando in casa a giugno.
Quando l'alloggio dispone di riscaldamento o di produzione di acqua calda individuali, oppure collettivi con contabilizzazione individuale, le letture degli indici di ogni fonte di energia figurano all'ingresso come all'uscita. Questo estratto serve anche al professionista che redige la diagnosi di prestazione energetica.
Se il locatore rifiuta la correzione richiesta, l'inquilino può rivolgersi alla commissione dipartimentale di conciliazione. Rispondere per iscritto, accettando ciò che è esatto e motivando il resto, costa meno di un'udienza.
Resta il caso in cui non si è fatto nulla. Se la mancanza dello stato dei luoghi dipende dal locatore, rimasto sordo a una diffida, sarà lui a dover provare a fine contratto di aver consegnato un alloggio in buono stato. Se dipende dall'inquilino, o da una negligenza condivisa, l'inquilino si presume aver ricevuto l'alloggio in buono stato di riparazioni locative, salvo prova contraria.
La vetustà, ovvero ciò che il tempo ha il diritto di consumare
Il decreto del 30 marzo 2016 definisce la vetustà come lo stato di usura o di deterioramento risultante dal tempo o dall'uso normale dei materiali e delle dotazioni. La legge ne trae la conseguenza: l'inquilino si fa carico della manutenzione ordinaria e delle piccole riparazioni, salvo quando sono causate da vetustà, cattiva esecuzione, vizio di costruzione, caso fortuito o forza maggiore.
Una pittura sbiadita dopo sei anni di occupazione o un parquet levigato dai passaggi non si trattengono sul deposito. Una moquette bruciata o una parete crivellata di fori, sì. L'inquilino restituisce l'alloggio nello stato in cui l'ha ricevuto, detratta l'usura normale, senza doverlo rimettere a nuovo.
Per evitare di discutere stanza per stanza, le parti possono convenire fin dalla firma del contratto di applicare una griglia di vetustà. Non si inventa: va scelta tra quelle oggetto di un accordo collettivo, nazionale o locale, e deve definire per i principali materiali e dotazioni una durata di vita teorica e coefficienti annui di abbattimento forfettario.
Il principio è semplice. Più un rivestimento si avvicina alla sua durata di vita teorica, più diminuisce la quota del costo di ripristino lasciata all'inquilino. Allegata al contratto, la griglia sostituisce la trattativa d'uscita con un calcolo.
Quanto costa lo stato dei luoghi, e chi lo paga
Redatto tra locatore e inquilino, lo stato dei luoghi non costa nulla. Affidato a un professionista incaricato dal locatore, si divide, ma solo all'ingresso: la quota dell'inquilino non può superare né la metà della fattura, né un tetto per metro quadrato di superficie abitabile, fissato a 3,03 € IVA inclusa nel 2026.
All'uscita, l'inquilino non paga nulla quando lo stato dei luoghi è redatto dall'agenzia del locatore. Una clausola del contratto che gliene addossasse le spese è abusiva e si considera non scritta.
Quando una delle parti rifiuta di presentarsi o di firmare, l'altra può rivolgersi a un commissaire de justice, l'ufficiale giudiziario francese. Convoca entrambe le parti con raccomandata almeno 7 giorni prima, e il suo verbale si impone a entrambe, anche se una non si è presentata. La tariffa è regolamentata: nella Francia metropolitana, 132,82 € per un alloggio fino a 50 m², 154,74 € fino a 150 m², 232,12 € oltre, a cui si aggiungono 18,06 € di convocazione e 11,28 € di trasferta. L'importo si divide a metà.
Dall'uscita alla restituzione, ogni trattenuta va provata
I termini di restituzione del deposito cauzionale, un mese se lo stato d'uscita corrisponde a quello d'ingresso, due mesi in caso contrario, e la maggiorazione del 10 % del canone per ogni mese di ritardo sono illustrati nel nostro articolo sul contratto di locazione a Nizza. Decorrono dalla riconsegna delle chiavi, ed è lo stato dei luoghi a decidere quale dei due termini si applica.
Ciò che si trattiene va giustificato. Il locatore consegna all'inquilino i documenti su cui si fonda ogni somma: i due stati dei luoghi, fotografie, un verbale di commissaire de justice, un preventivo o una fattura di lavori. Un forfait di ripristino scarabocchiato in fondo allo stato d'uscita non prova nulla.
In condominio, il locatore può trattenere un accantonamento in attesa della chiusura annuale dei conti dell'edificio, fissato su giustificativi e limitato al 20 % del deposito. Il saldo si regola entro il mese successivo all'approvazione definitiva dei conti, a meno che le parti non convengano di chiudere tutto subito.
Due precisazioni evitano liti inutili. L'inquilino non può pagare l'ultimo mese di canone con il deposito, nemmeno per una somma equivalente. E la maggiorazione per ritardo non si applica se l'inquilino non ha comunicato il nuovo indirizzo alla riconsegna delle chiavi.
Quando il disaccordo persiste
La commissione dipartimentale di conciliazione è paritetica: riunisce in egual numero rappresentanti dei locatori e rappresentanti degli inquilini. Cerca un accordo tra le parti e non emette sentenze. Locatore e inquilino possono rivolgersi a lei gratuitamente, per una controversia sullo stato dei luoghi come per una sul deposito.
Per un alloggio di Nizza, è la commissione delle Alpi Marittime, la cui segreteria è tenuta dalla DDETS al CADAM, 147 boulevard du Mercantour. Le parti sono convocate almeno 15 giorni prima della seduta. Un accordo firmato davanti a lei chiude la questione: chi rinuncia a una parte della propria domanda non può più portarla davanti al giudice.
Per una domanda fino a 5.000 €, un tentativo di risoluzione amichevole è obbligatorio prima di adire il juge des contentieux de la protection, il giudice competente per le locazioni: conciliatore di giustizia, mediazione o procedura partecipativa. La commissione non ne fa parte; il conciliatore di giustizia, invece, interviene gratuitamente. Oltre tale importo il tentativo amichevole resta possibile senza essere imposto. L'azione stessa si prescrive in tre anni.
Tutto si decide dunque in due ore, a diversi anni di distanza, su un documento che il locatore non potrà più correggere una volta firmato. È uno dei compiti che un mandato di gestione assume dall'inizio alla fine, da uno stato d'ingresso preciso e fotografato fino alle trattenute quantificate su preventivo quando servono. Promenades Services amministra immobili a Nizza e sul litorale vicino, dal 107 Promenade des Anglais.
Domande frequenti
- L'inquilino può modificare lo stato dei luoghi d'ingresso dopo averlo firmato?
- Sì, entro 10 giorni di calendario dalla redazione per qualsiasi elemento dell'alloggio, e durante il primo mese della stagione di riscaldamento per gli elementi dell'impianto di riscaldamento. Se il locatore rifiuta di integrarlo, l'inquilino può rivolgersi alla commissione dipartimentale di conciliazione.
- L'usura normale può essere trattenuta sul deposito cauzionale?
- No. La vetustà, definita dal decreto del 30 marzo 2016 come l'usura derivante dal tempo o dall'uso normale, resta a carico del locatore. Si trattengono solo i danni, e ogni trattenuta va giustificata con documenti: stati dei luoghi, fotografie, preventivi o fatture.
- Chi paga lo stato dei luoghi redatto da un'agenzia?
- All'ingresso le spese si dividono, con la quota dell'inquilino limitata alla metà della fattura e a 3,03 € IVA inclusa per metro quadrato abitabile nel 2026. All'uscita l'inquilino non paga nulla, e ogni clausola contraria del contratto si considera non scritta.
- Che cosa succede se non è stato fatto lo stato dei luoghi d'ingresso?
- L'inquilino si presume aver ricevuto l'alloggio in buono stato di riparazioni locative, salvo prova contraria. Ma se è stato il locatore a rifiutarsi di redigerlo nonostante una diffida, spetta a lui provare a fine contratto di aver consegnato un alloggio in buono stato.
- Come ci si rivolge alla commissione di conciliazione a Nizza?
- Si tratta della commissione dipartimentale di conciliazione delle Alpi Marittime, la cui segreteria è assicurata dalla DDETS, 147 boulevard du Mercantour a Nizza. Locatore o inquilino possono adirla gratuitamente, indicando le parti e l'oggetto della controversia, con il contratto e gli stati dei luoghi. Non sostituisce il tentativo amichevole richiesto prima del giudice per una domanda fino a 5.000 €: questo passa da un conciliatore di giustizia, un mediatore o una procedura partecipativa.
Riferimenti
- Service-public, état des lieux d'entrée d'un bail d'habitation (contenu, délai de 10 jours, frais)
- Service-public, état des lieux de sortie d'un bail d'habitation (vétusté, frais, constat locatif)
- Légifrance, décret n° 2016-382 du 30 mars 2016 fixant les modalités d'établissement de l'état des lieux et de prise en compte de la vétusté
- ANIL, modalités d'établissement de l'état des lieux et prise en compte de la vétusté (analyse juridique)
- Service-public, dépôt de garantie dans un bail d'habitation (retenues, justificatifs, provision de 20 %)
- Service-public, dans quel cas saisir la commission départementale de conciliation
- Annuaire de l'administration, commission départementale de conciliation des Alpes-Maritimes
L'autore
Garen AjderhanyanDirettore de La Gazette de la Promenade
Direttore de La Gazette de la Promenade. Scrive di immobiliare e arte di vivere della Riviera, da Nizza.

