Di Garen Ajderhanyan · 9 agosto 2026 · 8 min di lettura
In breve
Un cittadino turco compra in Francia senza alcuna restrizione: la proprietà è aperta, come per tutti. La difficoltà sta altrove, ed è reale. A differenza di americani e britannici, i turchi restano soggetti al visto Schengen, ed ETIAS non li riguarda. Possedere un appartamento a Nizza non dà né visto, né diritto di soggiorno, né dispensa dalla regola dei novanta giorni su centottanta. Il titolo di proprietà è però un documento solido in una pratica di visto, e il visto di circolazione a ingressi multipli cambia tutto per chi viene più volte all'anno. Sul denaro, i trasferimenti passano obbligatoriamente dalle banche: la normativa turca vieta di far uscire fisicamente il ricavato di una vendita immobiliare.
Comprare, sì. Entrare è un'altra faccenda.
Cominciamo da ciò che non pone alcun problema: la Francia non impone restrizioni di nazionalità all'acquisto immobiliare. Un cittadino turco compra un appartamento a Nizza alle stesse condizioni di un francese, senza autorizzazione preventiva, senza importo minimo.
La difficoltà non è comprare, è venire. I cittadini turchi non figurano nell'elenco dei paesi esentati dal visto dall'Unione europea. Un visto Schengen di breve soggiorno, tipo C, resta obbligatorio, e si ottiene prima della partenza, non all'arrivo.
Un punto da chiarire, perché circola molto: ETIAS, l'autorizzazione di viaggio elettronica attesa a fine 2026, non riguarda la Turchia. Si rivolge ai cittadini già esentati dal visto, americani e britannici in particolare. Per un turco nulla cambia: il visto resta la regola.
E va detto chiaramente, perché in molti lo sperano: comprare non dà alcun diritto di soggiorno. Non esiste un golden visa francese legato all'immobiliare, a differenza di quanto hanno proposto Portogallo o Grecia.
Il titolo di proprietà non apre porte, ma pesa nella pratica
È la sfumatura che conta, ed è favorevole. Un consolato istruisce una domanda di visto valutando due cose: che il soggiorno sia giustificato e che il richiedente rientri. Un atto di proprietà in Francia risponde alla prima domanda, un patrimonio in Turchia alla seconda.
In concreto un proprietario fornisce l'attestazione di alloggio senza passare da una prenotazione alberghiera né da una dichiarazione di ospitalità, il che semplifica già la pratica. Documenta inoltre un motivo di soggiorno ricorrente e verificabile.
L'obiettivo, per chi viene più volte all'anno, è il visto di circolazione a ingressi multipli, valido da uno a cinque anni. Non si ottiene subito: si costruisce su uno storico di visti rispettati, senza sforamenti. Un primo visto ben usato, poi un secondo, aprono la via al terzo, più lungo.
Il consiglio che ne deriva sta in una frase: non superare mai, nemmeno di un giorno. Uno sforamento resta in memoria nel sistema e costa anni di facilità.
Novanta giorni su centottanta, e come si contano
La regola vale per ogni soggiorno breve nello spazio Schengen: novanta giorni al massimo su qualsiasi periodo mobile di centottanta. Vi si nascondono due trappole.
La prima: il conteggio riguarda l'intero spazio Schengen, non la sola Francia. Tre settimane a Milano e due a Vienna si sommano ai vostri giorni nizzardi.
La seconda, più insidiosa: il periodo è mobile, non solare. Non si riparte da zero il 1° gennaio. A ogni ingresso l'agente guarda i centottanta giorni precedenti e conta i giorni già trascorsi. È ciò che coglie in fallo i proprietari che vengono spesso e per poco.
Oltre, serve un visto di lungo soggiorno, il più delle volte il VLS-TS visiteur: chiede di documentare risorse e assicurazione sanitaria e non autorizza alcuna attività professionale in Francia. Possedere un alloggio agevola la pratica fornendo l'attestazione di domicilio, senza sostituirla.
Il denaro passa dalle banche, obbligatoriamente
La normativa turca sui cambi è precisa su questo punto, ed è meglio saperlo prima. Le somme destinate all'acquisto di un immobile all'estero si trasferiscono tramite le banche: è il canale previsto, e l'unico.
Il corollario è rigido: il ricavato della vendita di un immobile situato in Turchia non può uscire fisicamente dal paese, qualunque sia l'importo. Deve passare da una banca o da un prestatore di pagamento autorizzato.
Per il contante portato con sé, è richiesta una dichiarazione doganale oltre 185 000 lire turche o l'equivalente di 10 000 euro in valuta. Queste soglie riguardano il viaggio, non il finanziamento di un acquisto, che appartiene al canale bancario.
Sul versante francese, il notaio non accetta comunque contante per un acquisto: i fondi arrivano sul suo conto separato per bonifico e la loro origine è documentata. Questa esigenza, che a volte sorprende, tutela entrambe le parti.
Venire spesso, e da sempre meno lontano
Nizza è collegata direttamente a Istanbul, il che mette la Promenade des Anglais a circa tre ore di volo dal Bosforo. Per un proprietario è ciò che rende praticabile un lungo fine settimana, e non solo le vacanze estive.
L'aeroporto Nice Côte d'Azur si trova all'estremità occidentale della Promenade des Anglais, a una ventina di minuti d'auto dal Carré d'Or, ancor meno dai palazzi del lungomare ovest. È un dettaglio che conta quando si viene per tre giorni.
Un alloggio che resta vuoto tra due soggiorni va sorvegliato: ritiro della posta, gestione delle spese, presenza in caso di sinistro, ricevimento di un artigiano. È esattamente ciò che fa Promenade Services, allo stesso indirizzo della compravendita.
Cosa preparare, nell'ordine
Il conto bancario francese per primo. Servirà per la richiesta di fondi del notaio, per le spese condominiali, per la taxe foncière e per le domiciliazioni correnti. Si apre più facilmente prima dell'acquisto che dopo.
Poi il codice fiscale, indispensabile per la dichiarazione annuale se l'immobile è affittato e per la taxe foncière. Il notaio o un consulente fiscale lo ottiene senza difficoltà.
Infine la questione della detenzione: a nome proprio o tramite una société civile immobilière. La scelta impegna fiscalità e trasmissione, e si decide con un notaio prima della firma, non dopo. Un acquisto a nome proprio si ristruttura con difficoltà.
Non diamo consulenza fiscale, e nessuno serio dovrebbe darla senza conoscere la vostra situazione. Sappiamo invece indirizzarvi alle persone giuste, notai e fiscalisti abituati agli acquirenti turchi.
Domande frequenti
- Un turco ha bisogno del visto per venire nel proprio appartamento in Francia?
- Sì. I cittadini turchi non sono esentati dal visto dall'Unione europea: un visto Schengen di breve soggiorno resta obbligatorio, anche per recarsi in un alloggio di proprietà. ETIAS, atteso a fine 2026, non riguarda la Turchia.
- Comprare un immobile in Francia dà diritto a un visto o a un permesso di soggiorno?
- No. Non esiste un golden visa francese legato all'immobiliare. Il titolo di proprietà è però un documento solido in una pratica di visto: fornisce l'attestazione di alloggio e dimostra un motivo di soggiorno ricorrente.
- Quanto può restare in Francia un proprietario turco?
- Novanta giorni al massimo su qualsiasi periodo mobile di centottanta, conteggiati sull'intero spazio Schengen e non sulla sola Francia. Oltre serve un visto di lungo soggiorno, il più delle volte il VLS-TS visiteur, che non autorizza alcuna attività professionale.
- Come si trasferiscono i fondi dalla Turchia?
- Con bonifico bancario, il canale previsto dalla normativa turca sui cambi per l'acquisto di un immobile all'estero. Il ricavato della vendita di un immobile situato in Turchia non può uscire fisicamente dal paese: deve passare da una banca o da un istituto autorizzato. Il notaio francese non accetta comunque contante.
- Bisogna aprire un conto bancario in Francia?
- Sì, e preferibilmente prima dell'acquisto anziché dopo. Serve per la richiesta di fondi del notaio, per le spese condominiali, per la taxe foncière e per le domiciliazioni correnti.
- Si può ottenere un visto a ingressi multipli possedendo un immobile?
- È l'obiettivo per chi viene più volte all'anno, con un visto di circolazione valido da uno a cinque anni. Non si ottiene subito: si costruisce su uno storico di visti rispettati, senza mai superare la durata autorizzata.
- Chi si occupa dell'alloggio tra un soggiorno e l'altro?
- Promenade Services, allo stesso indirizzo della compravendita, assicura la gestione e la sorveglianza di un alloggio che resta vuoto tra due visite: posta, spese, ricevimento di artigiani, presenza in caso di sinistro.
Riferimenti
Quartieri
L'autore
Garen AjderhanyanDirettore de La Gazette de la Promenade
Direttore de La Gazette de la Promenade. Scrive di immobiliare e arte di vivere della Riviera, da Nizza.

