Di Garen Ajderhanyan · · 8 min di lettura
In breve
Le spese si dividono in due famiglie che nulla autorizza a confondere. Le spese generali, conservazione, manutenzione e amministrazione dell'edificio, si ripartiscono in proporzione al valore relativo di ciascuna unità: pagano tutti. Le spese speciali, servizi collettivi e impianti comuni, si ripartiscono secondo l'utilità oggettiva dell'impianto per ciascuna unità: un piano terra senza accesso all'ascensore non ne finanzia l'esercizio. Il bilancio preventivo è votato ogni anno e richiesto per acconti, dovuti il primo giorno di ogni trimestre; i lavori si votano e si richiedono a parte. Dalla riforma, un fondo lavori è obbligatorio, almeno il 5 % del bilancio preventivo e almeno il 2,5 % dell'importo dei lavori del piano pluriennale quando esiste. In un edificio antico del fronte mare nizzardo, quattro voci spiegano quasi tutto lo scarto rispetto a un condominio ordinario.
Di cosa sono fatte le vostre spese?
Due famiglie, e confonderle è la prima fonte di contenzioso.
Le spese generali coprono la conservazione, la manutenzione e l'amministrazione delle parti comuni: onorari dell'amministratore, assicurazione dell'edificio, pulizia, manutenzione ordinaria. Si ripartiscono proporzionalmente al valore relativo di ciascuna unità, quello che tiene conto della superficie, della posizione e della consistenza. Tutti i condomini vi partecipano, senza eccezione possibile.
Le spese speciali riguardano i servizi collettivi e gli impianti comuni: ascensore, riscaldamento centralizzato, antenna. Si ripartiscono secondo l'utilità oggettiva dell'impianto per ciascuna unità. La parola conta: l'utilità è oggettiva, non dichiarata. Un condomino al piano terra la cui unità non può utilizzare l'ascensore non ne finanzia l'esercizio, e ciò non dipende dal fatto che se ne serva per far visita a un vicino.
È qui che si annidano la maggior parte delle anomalie che incontriamo quando riprendiamo un edificio: una voce classificata tra le spese generali benché giovi solo a una parte delle unità, o una tabella di ripartizione mai aggiornata dopo il frazionamento di un'unità.
Come si legge una richiesta di fondi?
Una richiesta di fondi non è una fattura, è un anticipo. L'assemblea vota ogni anno un bilancio preventivo che copre le spese correnti attese, e l'amministratore richiede acconti su quel bilancio. Sono dovuti il primo giorno di ogni trimestre, salvo diversa periodicità fissata dall'assemblea.
Alla chiusura dell'esercizio i conti sono approvati e gli acconti conguagliati: ricevete un saldo da pagare o un'eccedenza. Una singola richiesta di fondi non dice dunque nulla del vostro onere reale; solo il conguaglio annuale lo dice.
Non tutto passa da quel bilancio. I lavori e alcune spese si votano separatamente e si richiedono fuori bilancio preventivo, secondo lo scadenzario deciso in assemblea. Un condomino che confronta la richiesta del trimestre con quella dell'anno scorso senza guardare cosa è stato votato nel frattempo sbaglia quasi sempre conclusione.
Perché le spese di un edificio sul fronte mare sono più alte?
Amministriamo sedici edifici a Nizza, seicentottantatré unità, costruiti tra il 1873 e il 1995. Lo scarto rispetto a un condominio ordinario si riconduce a quattro voci, e si spiega.
La facciata anzitutto. Un edificio affacciato sul mare riceve la salsedine in continuazione. Il sale attacca gli intonaci, i ferri e i serramenti, e un rifacimento torna più spesso che a trecento metri nell'entroterra. Non è una fatalità, è un calendario: una facciata seguita costa meno di una facciata recuperata.
L'ascensore poi. In un edificio Belle Époque la cabina è spesso antica, talvolta originale, e la sua manutenzione non è paragonabile a quella di un apparecchio degli anni Duemila. I pezzi si fabbricano, non si ordinano a catalogo.
Il portiere, dove c'è. È la voce più pesante di un edificio che ne mantiene uno, ed è anche la più visibile ogni giorno. Si discute in assemblea, non si subisce.
Il patrimonio infine. Mosaici, vetrate, vano scale decorato: ciò che fa il valore di un edificio antico richiede una cura che l'edilizia recente ignora. È precisamente quanto l'acquirente paga all'ingresso, e sarebbe contraddittorio lasciarlo degradare per rispettare un bilancio.
Il fondo lavori, quel che la legge oggi impone
Molti condomini scoprono questa voce senza sapere che è obbligatoria. Il fondo lavori è alimentato da un contributo annuale, deciso in assemblea, che resta legato all'edificio: in caso di vendita le somme versate non sono rimborsate al venditore, seguono l'unità.
Il suo importo ha una soglia minima. Quando è stato adottato un piano pluriennale di lavori, il contributo annuale non può essere inferiore al 2,5 % dell'importo dei lavori previsti dal piano, né al 5 % del bilancio preventivo. In assenza di piano, non può essere inferiore al 5 % del bilancio preventivo.
Lo si può vivere come un vincolo. In un edificio antico è piuttosto l'unico modo di evitare la richiesta di fondi brutale che mette un condominio in difficoltà e fa fuggire gli acquirenti. Un edificio che accantona si vende meglio di un edificio che rinvia.
Spese del proprietario, spese dell'inquilino
Se la vostra unità è locata, una parte delle spese si recupera sull'inquilino, ma solo una parte. L'elenco è fissato per decreto ed è tassativo: ciò che non vi figura resta a carico del proprietario, qualunque sia l'uso.
La logica è facile da ricordare senza conoscere l'elenco a memoria. Ciò che attiene all'uso corrente e alle piccole riparazioni si recupera: consumi, manutenzione del verde, una quota della retribuzione del portiere secondo le mansioni svolte. Ciò che attiene alla proprietà non si recupera: lavori straordinari, onorari dell'amministratore, rifacimento della facciata, sostituzione di un impianto.
Un proprietario locatore ha dunque due letture da fare dello stesso rendiconto, ed è un punto su cui una gestione locativa ben tenuta si vede subito.
Come verificare, e cosa fare se una voce sembra anomala
Avete un diritto di controllo che va oltre la lettura del rendiconto. I documenti giustificativi delle spese si consultano, nelle condizioni previste dalla normativa, e un amministratore non può opporvisi. Chiedere di vedere una fattura non è un atto di sfiducia, è il funzionamento normale di un condominio.
Guardate anzitutto la coerenza tra la tabella di ripartizione e la realtà dell'edificio, poi la classificazione di una voce tra spese generali e speciali, infine l'andamento di una riga da un anno all'altro. Tre letture, in quest'ordine, bastano a individuare l'essenziale.
Se la ripartizione stessa vi pare errata, sappiate che si contesta davanti al giudice, entro cinque anni dalla pubblicazione del regolamento di condominio, ridotti a due anni dalla prima cessione per un'unità acquistata di recente. Trascorsi tali termini la tabella si impone, anche se mal fatta. Questo punto giustifica da solo la lettura del regolamento al momento dell'acquisto, e non tre anni dopo.
Domande frequenti
- Come si ripartiscono le spese condominiali?
- In due famiglie. Le spese generali, conservazione, manutenzione e amministrazione, si ripartiscono in proporzione al valore relativo di ciascuna unità e vi partecipano tutti i condomini. Le spese speciali, servizi collettivi e impianti comuni, si ripartiscono secondo l'utilità oggettiva dell'impianto per ciascuna unità: un'unità che non può usare l'ascensore non ne finanzia l'esercizio.
- Con quale frequenza vengono richieste le spese?
- Gli acconti sul bilancio preventivo votato in assemblea sono dovuti il primo giorno di ogni trimestre, salvo diversa periodicità decisa dall'assemblea. Sono conguagliati dopo l'approvazione dei conti. I lavori, invece, si votano e si richiedono fuori bilancio preventivo, secondo lo scadenzario deciso.
- Il fondo lavori è obbligatorio, e di quale importo?
- Sì. Il contributo annuale non può essere inferiore al 5 % del bilancio preventivo. Quando è stato adottato un piano pluriennale di lavori, non può essere inferiore né al 2,5 % dell'importo dei lavori previsti dal piano né al 5 % del bilancio. Le somme versate restano legate all'unità e non sono rimborsate al venditore.
- Perché le spese sono più alte sul fronte mare nizzardo?
- Lo spiegano quattro voci: una facciata esposta alla salsedine che va rifatta più spesso, un ascensore spesso antico i cui pezzi si fabbricano anziché ordinarsi, la retribuzione di un portiere dove l'edificio ne mantiene uno, e la cura degli elementi storici, mosaici e ferri battuti, che l'edilizia recente ignora.
- Quali spese si possono recuperare sull'inquilino?
- Soltanto quelle che figurano in un elenco fissato per decreto, ed è tassativo. In pratica si recuperano l'uso corrente e le piccole riparazioni, consumi e manutenzione ordinaria compresi; non si recupera ciò che attiene alla proprietà, in particolare lavori straordinari, onorari dell'amministratore e rifacimento della facciata.
- Si possono chiedere le fatture del condominio?
- Sì. I documenti giustificativi delle spese si consultano nelle condizioni previste dalla normativa e l'amministratore non può opporvisi. È il funzionamento normale di un condominio, non un segno di sfiducia.
- Entro quanto si può contestare una ripartizione delle spese?
- Cinque anni dalla pubblicazione del regolamento di condominio, o due anni dalla prima cessione per un'unità acquistata di recente. Trascorsi tali termini la tabella di ripartizione si impone anche se mal redatta, ragione per cui il regolamento va letto al momento dell'acquisto.
Riferimenti
L'autore
Garen AjderhanyanDirettore de La Gazette de la Promenade
Direttore de La Gazette de la Promenade. Scrive di immobiliare e arte di vivere della Riviera, da Nizza.

